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martedì 12 aprile 2011

IO DENTRO GLI SPARI

“Io dentro gli spari”, scritto da Silvana Gandolfi, narra la storia di Santino Cannetta ragazzo coinvolto, a causa del padre, nel mondo della mafia.
Il libro ci presenta, apparentemente, due personaggi con le loro storie e le loro vite: “Lucio” e “Santino”, che, poi, alla fine, si riveleranno essere la stessa persona. Il passato è raccontato da Santino, mentre il presente da Lucio. I fatti narrati si svolgono sia a Palermo ch
e a Livorno.
Scampato per miracolo alla morte, Santino, dopo una convalescenza in ospedale, in quanto testimone oculare dell’omicidio del nonno e del padre, viene inserito, insieme ai suoi cari, nel programma Protezione testimoni. Pregevole il modo in cui l’autrice riesce a convogliare, attraverso una lettura fluida e piacevole, il passato e il presente del protagonista. La nuova vita di Santino si svolge a Livorno. Una vita apparentemente tranquilla, anche se, tormentata da un amaro ricordo e da un desiderio di vendetta. Un equivoco riporta Lucio a Palermo ed è proprio a questo punto che, le due storie si ricongiungono, facendo sì che il passato riviva nella situazione presente. Lucio, aiutato da Francesco, riesce a soddisfare “la sua sete di vendetta” e, grazie alla sua testimonianza, Pasquale Loscataglia viene arrestato da Francesco: la giustizia regna sovrana.
Lo stile è molto fluido e scorrevole, di facile comprensione, nonostante la presenza di espressioni dialettali tipiche siciliane.
Particolarmente toccanti sono alcune frasi come: “L’omertà nasce soprattutto dalla paura, paura di venire ucciso dalla mafia, paura che vengano bruciati i propri negozi, paura per i famigliari…”
“Sono solo, e i pensieri arrivano come cavalli al galoppo. Sono ricordi del cacciatore. L’uomo che mi ha cambiato la vita.”
“Non bisogna mai dimenticare chi ha dato la vita per portare pace in questa isola maltrattata. Dimenticare è come far morire una seconda volta.”
Consigliamo di leggere questo libro perché rispecchia il mondo d’oggi dandoci un grande messaggio: “La mafia sembra invincibile, ma non lo è, perché è fatta di persone come noi, è una cosa cattiva e va combattuta.”
Touati Sarah 2^ A, Urzì Alessia 2^ E

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